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C’era una volta 2.0. Fable Girls.

Chi dice che in Italia non si innova? Chi dice che in Italia non si faccia R&D anche sui new media?

Ci sono progetti che talvolta sembrano non essere orientati alla monetizzazione che possono essere un trampolino di lancio per idee molto più ambiziose. Fable Girls (www.fablegirls.com) può essere uno di questi. Ideato da Riccardo Milanesi, già autore di L’altra, la prima serie ambientata su Facebook invitata da molti festival internazionali, e realizzata dall’agenzia creativa The Lab, Fable Girls, rappresenta le favole come non le abbiamo viste prima. Biancaneve, Cappuccetto Rosso e Cenerentola (e sono solo le prime) prendono vita attraverso la tecnica Cinemagraph, living photos espressive che comunicano emozioni. La prima fiaba a essere realizzata è proprio Biancaneve che ha come protagonista la suicide girl Ria Mac Carthy.

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L’utente quando si trova sul sito può scegliere una colonna sonora e vivere l’esperienza. A ogni foto, per integrare nel progetto il social media, si può inserire cosa pensa Biancaneve, per poi condividere i pensieri su Facebook in forma di racconto.

Un progetto come Fable Girls ha diversi punti di forza:

  • Sfrutta le favole, conosciute da tutti fin dall’infanzia
  • Collega le favole all’attualità stressando il collegamento del reale
  • Utilizza una tecnica innovativa
  • Consente la personalizzazione dell’esperienza attraverso la musica
  • Permette di condividere la propria versione di favola

Il grande pregio di Fable Girls è la semplicità. Le favole sono semplici, il sito web è semplice, guardare una foto è semplice, scrivere un pensiero in stile tweet è semplice, condividere è semplice.

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Ecco poi cosa mi ha raccontato Riccardo Milanesi.

Perché raccontare le fiabe con fotografie e non con dei video?

Il Cinemagraph è una tecnica finora utilizzata solo per le foto di moda. Insieme al fotografo Alessio Ludovico Bottiroli quindi abbiamo voluto ripensare le favole con un tocco glamour-trasgressivo e allo stesso tempo innovativo. Ria Mac Carthy, dimostratasi interessata da subito, è perfetta nel ruolo di Biancaneve ad esempio.

In che modo Fable Girls è innovativo?

Oltre che per le living photos soprattutto per l’esperienza che vive l’utente. Può scegliere una colonna sonora, iniziare a guardare le foto e aggiungere, se vuole, a ognuna un testo. Al termine ha la possibilità di condividerla su Facebook. In questo modo ognuno personalizza la fiaba.

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Con che criterio avete scelto la musica?

Abbiamo contattato degli artisti italiani emergenti e underground e gli abbiamo presentato l’idea. Volevamo poter dare la possibilità agli utenti di poter scegliere atmosfere diverse. Abbiamo utilizzato l’electro “Old Room” di Daniele Sciolla, la dance con “Sabrage” di Reset, e il pop rock beatlesiano di “Sleep it off” dei Radio Days.

La prima fiaba è Biancaneve. Avete già deciso quali saranno le prossime e chi le interpreterà?

La prossima sarà Cappuccetto Rosso ma non posso rivelare chi sarà a impersonarla. Quello che è certo che in futuro faremo un contest su Facebook per trovare i volti delle storie.

Commenti

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Un pensiero su “C’era una volta 2.0. Fable Girls.

  1. Ogni volta che finisco sul tuo blog trovo delle cose sptaltcoeari. Avendo trascurato da un po’ l’ambiente dell’arte ho iniziato a perdere tutti i contatti con esso ma tu mi fai tornare la voglia di ricercare. Sei un piccolo libro di arte contemporanea sfiziosa, grazie. Riguardo all’artista del post…incredibile! Mandragore e piante carnivore…guduria!

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