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Jeremy Mayer

Sono oggetti che ci circondano ogni giorno: telefonini, tv, led, tastiere, una volta, se così si può dire, erano invece cornette, tv col tubo catodico, macchine da scrivere, ricordi sepolti in tanti e completamente sconosciuti per altri che hanno solo potuto vederli in musei o in qualche film storico. Jeremy Mayer ha deciso però di dare nuova vita a questi oggetti, scomponendogli e…dandogli proprio vita.

Sono assemblaggi veri e propri a freddo perchè non c’è colla nelle sculture post moderne di mayer, nè saldature. I suoi animali, i suoi robot sono assemblati tra di loro come se fossero nati esattamente per ricoprire questa funzione.

Recentemente ha detto vita ad una nuova opera straordinaria, la creazione di una testa umana robotica. Uno degli aspetti più interessanti di questo artista, sta nello studio che fa della fisica dei personaggi che poi “robotizza” (non ci viene in mente un vocabolo più adeguato!): muscoli, nervi, come un moderno Leonardo è prima un grande osservatore di ciò che gli sta attorno, e poi un grande realizzatore.

Per trovare la maggior parte dei suoi materiali è oggi costretto ad aggirarsi per mercatini dell’usato in cerca di pezzi particolari che possano aiutarlo a completare le sue opere, una ricerca per niente facile visto che si deve basare non solo su quello che tutti noi vediamo esternamente (una macchina da scrivere sappiamo tutti che ha dei tasti fatti in un certo modo) ma anche in una profonda conoscenza di quello che contengono questi oggetti: rotelle, meccanismi, tutto può essere necessario per far nascere una sua opera o completarla.

Secondo noi ad alcuni di questi manca solo la parola, non trovate?

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