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Genís Carreras: la filosofia spiegata con una grafica minimal

Socrate, Platone, Aristotele, Spinoza, Locke, Hume, Kant, Hegel! Quanti pomeriggi passati in loro compagnia al liceo, ma non è nostra intenzione interrogarvi in filosofia.

A colpire la nostra attenzione questa volta è stato Genís Carreras, un giovane graphic designer nato in Cataluña ma che attualmente vive a Londra.

Specializzato nella realizzazione di posters, libri, album, cover, icone, carta intestata, illustrazioni e siti web, ha recentemente portato a termine un progetto che ha a che fare con la nostra introduzione: la filosofia.

 E’ riuscito a spiegare questa affascinante materia attraverso l’utilizzo di forme base.

Philographics is all about explaining philosopical theories through basic shapes and colour – spiega il venticinquenne laureato in Graphic Communication e in Multimedia Design.

In questo progetto trasmette la sua passione per l’iconicità, il minimalismo e lo stile svizzero.

I suoi poster vanno a spiegare complesse teorie filosofiche attraverso la semplicità della geometria. 24 manifesti per altrettante differenti teorie filosofiche.

“Minimalism makes people complete the concept behind each poster,” dice Carreras, “allowing different interpretations but at the same time giving a general picture of what the theory is.”

 

Il prezzo dei poster va dai $17 ai $48 ciascuno, dipende dalla grandezza.

Qual è il vostro preferito?

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Un pensiero su “Genís Carreras: la filosofia spiegata con una grafica minimal

  1. Mammamia mi sono visto fin ora le varie raffigurazioni e ora posso tirare un sospiro di solievo.
    Quello che avevo già intuito nelle prime figure da te postate si è verificato essere esatto.
    Mi spiego: il designer non ha veramente ridotto all’osso la filosofia, nel senso che il linguaggio non è puramente geometrico.

    Per farla breve, ad esempio
    Questo non ha NULLA di geometrico
    [img]http://www.viraland.it/wp-content/uploads/2012/09/Schermata-2012-09-20-a-21.57.12.png[/img]

    Molto più suggestiva è invece la figura dell’assoluto (ricordo sempre il mio saggio di A sua immagine in cui l’ente fondamentale adimensionale “il punto” è inteso proprio come l’assoluto) ma anche qui non si sa fino a che punto essere d’accordo vista la possibilità di raffigurare il punto anche nella sua accezione di molteplice-simultaneo-uno meglio raffigurabile ad esempio con la figura del toro matematico [img]http://us.123rf.com/400wm/400/400/fixer00/fixer001109/fixer00110900016/10508715-simbolo-di-wireframe-toro-ciambella-geometria-e-matematica-vista-interna-illustrazione-vettoriale.jpg[/img]

    Tuttavia diamola pure per buona la carta del punto, i problemi non sono tanto su questo.
    La stessa immagine della dualità poteva essere meglio rappresentata o attraverso la messa in luce di 2 punti “tali che… retta AB” nonchè in memoria d’una frattura ‘manichea’ della carta prima illustrata (assoluto, punto)… POLI.
    Allo stesso modo, si poteva adottare in geometria piana l’immagine della mandorla piuttosto che “due cerchi facenti mandorla” che hanno ben poco di dualismo. Non a caso da sempre il simbolo stesso di uno dei sistemi dualisti per eccezione (il taoismo) è appunto [img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/17/Yin_yang.svg/200px-Yin_yang.svg.png[/img] che rappresenta tanto i 2 punti (pallino nero e pallino bianco) quanto le due ‘onde’ (si pensi ai 2 bracci di spirale aurea della geometria sacra)
    Si può notare come ci sia il bianco e il nero, NESSUN GRIGIO.
    Inoltre si passa perfettamente di dualismo in dualismo “1 a 1”, “2 a 2”. Non ci sono terne MAI. Non è un caso.

    Cmq, ripeto, già immagini come quella dello Scetticismo, ci fanno capire che quella del designer non è una vera ontologia formale (Quando ho studiato alla pontificia uni lateranense il decano si stava occupando proprio di ontologia formale, per questo mi permetto il tono) in quanto le stesse carte vanno da un linguaggio che tenta di essere rigorosamente geometrico a un utilizzo di ELEMENTI DI GEOMETRIA in modo impressionistico (PITTURA).

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