Thierry Cohen

Qual è la sottilie linea che divide il fotografo principiante da quello professionista? La notte. La notte rappresenta per me ciò di più difficile da rappresentare, più inafferrabile, scuro. Cogliere in un istante qualcosa di muto e immobile è più difficile che scattare una Polaroid nel cuore di New York dedicata al traffico. C’è un artista che ha deciso di dedicare le sue opere proprio alla notte. Si chiama Thierry Cohen e dal 2010 ha sviluppato il suo progetto “villes eteintes” (città oscurate) per raffigurare le principali città di tutto il mondo nella notte.

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C’è un trucco. Purtroppo la notte che ci appare nei suoi scatti non è quella vera che un fotografo potrebbe incontrare restando appollaiato nel cuore della notte aspettando che anche l’ultima finestra si spenga. Quello che fa Cohen è regalarci il sogno di vedere le nostre città come apparirebbero senza inquinamento luminoso.

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Come ci riesce? Cohen cattura immagini di alcune regioni, annotando con cura il momento preciso, l’angolo, la latitudine e la longitudine della sua esposizione. Poi traccia la rotazione della 
 terra a luoghi di chiarezza atmosferica come il Mojave, il Sahara, e il Deserto di Atacama, impostando la sua macchina fotografica per registrare quello che si gli abitanti delle città “moderne” si sono perse ancora una notte. Mette insieme infine i due scatti per mostrarne uno unico, sognante.

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Le notti di Cohen, è vero, sono un po’ rubate, ma guardatele senza pregiudizio, giusto per sognare.

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