La rivincita del colore

In occasione del mio ventesimo post su Viraland (se non ho sbagliato il conteggio…) ho deciso di parlare di ciò che al mondo più fatalmente mi attrae: il colore.
Un elemento che il critico d’arte snob solitamente trascura perché troppo immediato, troppo ‘facile’, perfettamente percettibile anche ad un occhio comune. Per me, invece, il colore è un linguaggio.

colore 1

A quanto pare, non sono il solo a pensarla in questo modo, anzi c’è chi ha voluto rendere la mia similitudine alla lettera (è il caso di dirlo..) trasformando una vecchia macchina da scrivere in una chromatic typewriter.
Costui è Tyree Callahan, un artista concettuale che si è preso la briga di sostituire i caratteri della tastiera con altrettante varianti di tonalità, per poi dedicarsi a creare una variopinta galleria di immagini.

colore 2

Callahan si è affrettato ad affermare che “The piece was intended to be purely conceptual”. Nessuna pretesa di ‘arte digitabile’, anche a causa di un inconveniente che ne limiterebbe l’impiego: l’applicazione della vernice sui singoli tasti andrebbe effettuata manualmente ad ogni utilizzo.
Poco più di un sogno perciò, ma a colori.

colore 3

via So bad so good

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *