Mamma ho visto i Rolling Stones (ad Hyde Park)

Era una delle cose che avevo appuntato sulla mia personale lista cose da fare prima di morire. Fatta, -1. In una giornata di Aprile ho comprato un paio di biglietti (non chiedetemi come ho fatto a trovarli) e lo scorso sabato mi sono unito al fiume di gente che pian piano si riversava in quella che è una delle più belle cornici per concerti al mondo, Hyde Park a Londra.

biglietto stones

Giornata stranamente calda a Londra, sono le 3 del pomeriggio e nel vicino Wimbledon borough si gioca la finale del torneo femminile di Tennis. Il menù della giornata però presenta uno di quei piatti tipo “pescato del giorno”, di quelli che non si possono non gustare al ristorante: 44 anni e 1 giorno dopo quello storico 5 Luglio 1969 (in cui la band “salutava” Brian Jones) i Rolling Stones ritornano ad Hyde Park.

rolling stones 1969

bst hyde park stones

Si parte, entro con mia moglie al festival con largo anticipo, sono circa le 16 ma l’atmosfera è già carica. Prima degli Stones c’è una line-up di assoluto valore da ascoltare. Apre il main stage il grande chitarrista Gary Clark Jr. affermato e giovane bluesman dalla mano decisa e dalla voce soave e graffiante allo stesso tempo, per passare ai Temper Trap di “Sweet Disposition” e ai sorprendenti The Vaccines (un live da 8 in pagella) che cominciano a infiammare davvero il pubblico prima della gig principale. Guardandomi in giro capisco che di fame e di sete non moriremo, il festival è allestito davvero nella maniera migliore: sembra un grande luna park con banchetti di food da ogni parte del mondo e grossi, enormi stand Heineken che non faranno mancare la birra. Stendiamo un telo sul prato in buona posizione centrale e ci abbandoniamo a musica e cibo.

Luna park

GRRR

Fat BST

Non so se avete presente i momenti prima del tramonto ad Hyde Park con quella luce rossastra, il sole ancora lì ma stanco, la brezza serale che si alza e un brividino che passa lungo la schiena. Qualcosa di magico mentre sui maxischermi scorrono le immagini del concerto degli Stones del ’69 e realizzo di esserci, di stare per vedere i miei idoli (quante volte ho suonato i loro pezzi con la band) insieme ad altre 65.000 persone (alla fine secondo i media locali si arriverà vicini alle 100.000 presenze).

sunset bst rolling stones

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Keith richards

Compare Keith sul palco e l’inizio non è dei migliori. Avete presente l’intro di Start me up? Un dramma, chitarra scordata (povero backliner) e primi due accordi da buttare nel dimenticatoio. Ma arrivano gli altri a dare man forte e dopo questo piccolo inconveniente non più una sbavatura da parte del leggendario Richards. Si nota subito che Mick Jagger è in grandissima forma: la voce è sempre quella, le movenze sono sempre quelle, un vero drago sul palco. I quattro “ragazzi” nella prima parte di concerto macinano pezzi con una grinta sempre intatta: It’s only rock n’ roll (but I like it), Tumbling dice, Doom and Gloom, Beast of burden e Bitch suonata insieme a Gary Clark Jr. Gli Stones, dopo oltre 50 anni di carriera, dimostrano ancora una volta di essere al passo con i tempi e attenti ai fan. Infatti nei giorni precedenti il concerto la band ha dato la possibilità di votare sulla propria app ufficiale una canzone a scelta premiando quella con più voti proponendola dal vivo (All down the line, quella che avevo votato io ;) ). Passano i minuti ed il groove della band aumenta con Paint it Black, Honky tonk women, You’ve got the silver e Before they make me run entrambe cantate da Keith Richards. Miss You è uno dei momenti più intensi del concerto, la linea di basso tenuta da Darryl Jones è esagerata, un vero e proprio martello pneumatico armonizzato dalle tastiere di Chuck Leavell. Sale sul palco un’infuocato Mick Taylor (che suonò la prima volta con gli Stones proprio quel 5 Luglio) per suonare Midnight Rambler. Poi arrivano altri pezzi da 90 in fila: Gimme shelter (e che brava la corista Lisa Fischer), Jumping Jack Flash, Sympathy for the Devil, Brown Sugar. Mick e compagni salutano il pubblico, rientrano nel backstage, ma ritorneranno per un paio di Encore.

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scaletta stones

mick Jagger

Si materializza sul palco il Voce Choir che comincia ad intonare You can’t always get what you want “a cappella”. E’ l’apice della serata con 65.000 cuori che battono assieme scandendo le parole della canzone all’unisono e creando un’atmosfera indimenticabile. Poi il gran finale con il pezzo che tutti al mondo conoscono (I can’t get no) Satisfaction che infiamma le danze e fa sollevare gli ultimi calici. Poi sono fuochi d’artificio.

artificio rolling stones

Vi lascio al video live del concerto di Glastonbury dove gli Stones hanno suonato alla fine di giugno. Basta parlare, è arrivato il momento di ascoltare per capire che 50 anni di musica alle spalle, alla fine, non li senti se sei una pietra che rotola, perché le pietre sono dure e non moriranno mai.

Immagine anteprima YouTube

Credits Photo: Official Rolling Stones Facebook Page and me :)

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