The National – Ippodromo del Galoppo, Milano – 01.07.2013

The National sono una delle band più rappresentative del panorama indie rock degli ultimi anni. Sono stati a Milano lo scorso primo luglio per il tour del loro ultimo album Trouble Will Find Me.
Partiamo da un presupposto: questo ultimo lavoro rimane un buon progetto, anche se è difficile raggiungere il livello di High Violet e dei precedenti.

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Saranno i ricordi che canzoni come Fake Empire o Terrible Love necessariamente fanno ritornare alla mente, andare a vedere The National vuol dire di fatto fare un tuffo nel passato degli ultimi ultimi [quote_left]”questo ultimo lavoro rimane un buon progetto, anche se è difficile raggiungere il livello di High Violet e dei precedenti”[/quote_left]cinque anni almeno. Ma oltre all’aspetto emotivo, soggettivo e particolare del sottoscritto, The National sono sempre una grandissima band da ascoltare dal vivo.
Anche se Matt Berninger, il leader, forse non era al massimo della sua forma, effetto dovuto, crediamo, pure alle due bottiglie scolate nelle due ore di concerto, ha regalato al suo pubblico momenti di assoluta bellezza e classe. La sua voce inconfondibile e meravigliosa è risuonata per tutto l’ippodromo tra vecchi e nuovi pezzi.
Matt è il classico animale da palcoscenico, riesce a catturare l’attenzione come pochi, ma questo senza mai mettere in secondo piano il valore dell’intera band, che gli fa da supporto, con una qualità indiscutibile che rimane inconfondibile anche nel nuovo album.

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Gran parte del concerto si è concentrato sulla presentazione di Trouble Will Find Me, ma il pubblico italiano si è scaldato con con un entusiasmo travolgente quanto la band ha intonato i pezzi più famosi. E The National non hanno elemosinato, sfornando pezzi da 90 come Afraid of Everyone, Conversation 16, Apartment Story o la bellissima England.

Fake Empire, una delle perle di Boxer, il loro quarto album ha chiuso la prima parte del concerto, lasciando la sensazione al pubblico che il meglio dovesse ancora arrivare. E la ripr[quote_right]”Una performance senza fronzoli, chitarra e voce, quella di Matt, ma soprattutto quella del pubblico, entusiasta ed estasiato dalla carica che il gruppo ha saputo regalare ai presenti.”[/quote_right]esa è stata di quelle che si ricorderanno per un po’, con la fantastica Runaway. Mr. November è l’occasione per Matt del bagno di folla e per concedersi al pubblico con uno stage diving che ha coinvolto buona parte dei presenti (ormai stava per finire anche la seconda bottiglia di rosso). Il finale è di quelli che non si dimenticano. Come da copione è stata Vanderlyle Crybaby Geeks a chiudere il concerto dell’Ippodromo del Galoppo. Una performance senza fronzoli, chitarra e voce, quella di Matt, ma soprattutto quella del pubblico, entusiasta ed estasiato dalla carica che il gruppo ha saputo regalare ai presenti.
Sicuramente il caldo e la stanchezza del tour avranno potuto fiaccare il tenore del concerto, ma quello che è sicuramente rimasto e continuerà a rimanere ancora nei prossimi mesi è stato un momento alto, di musica di qualità, che solo una band come The National possono garantire.

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