El Santo – Il topo che stava nel mio muro

Sono un colletivo di artisti che nasce nel 2011. Sono Giorgio Scorza, Daniele Mantegazza e Lorenzo Borroni, che hanno già lavorato insieme nel progetto de La Stasi e Pasquale De Fina (noto per le sue collaborazioni con gli Afterhours e per i progetti Volwo e Atleticodefina), in veste anche di produttore.

El Santo
La band in 48 ore ha prodotto questo primo lavoro avvalendosi dello studio di registrazione di Mauro Pagani, le Officine Meccaniche: un insieme di 11 canzoni che si avvalgono della partecipazione di amici e importanti protagonisti della scena rock italiana, come Pancho Ragonese al pianoforte e di Roberto Romano (Rossomaltese, Volwo, e Baustelle).
Come ogni collettivo che si rispetti ogni personaggio in questo caso arricchisce il suono, il testo e dà completezza all’intero progetto, carpendo dagli stili e dai lavori precedenti.[quote_right]”I testi, mai banali, sempre azzeccati e ricercati”[/quote_right]
Così c’è tanto di Afterhours e Baustelle in questo lavoro, ma in generale il lavoro va a pescare dalla tradizione folk italiana, con richiami alle atmosfere western da b-movie.
La cosa più piacevole de Il topo che stava nel mio muro? I testi, mai banali, sempre azzeccati e ricercati. Insomma si vede che il lavoro che fatto su questo collettivo è stato il frutto di un progetto di professionisti. Lo deduciamo dall’accuratezza degli arrangiamenti e dalla bellezza delle parole che compongono ogni singolo testo, come “L’arte del veleno” o “Il salario delle formiche”, una ballata malinconica, resa ancora più bella dalla voce di Federica Vino.
Un bel disco, da ascoltare e che ci è piaciuto sin dalle prime note grezze di “Garage#5” e che sicuramente avrà lunga strada davanti a sé. Un’ultima chicca: il nome “El Santo” è un omaggio al famoso wrestler messicano. Come non amarli?

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El Santo sono anche su Facebook, Twitter e Instagram e per vederli live? Le prossime tappe del loro tour sono l’8 settembre a Saronno nell’ambito di Festoria h21.30 e il 13 settembre al Milano Film Festival, Parco Sempione h19 in apertura a Roberto Angelini. Non vi basta ancora? Per farvi un’idea del loro suono unico non vi resta che ascoltarli qui:

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