Pollock e gli irascibili

Milano ospita Pollock e gli irascibili, una mostra dedicata al grande maestro americano e alla scuola della New York anni ’50 che ha strappato all’Europa il primato sull’arte. A Palazzo Reale troviamo una ricostruzione storica di quel movimento che si è imposto al mondo grazie alle particolari tecniche pittoriche e allo slancio verso l’astrattismo e l’espressionismo.

Pollock, Jackson

Jackson Pollock
Number 17, 1950 / “Fireworks”, (1950).
Olio, smalto, vernice di alluminio al bordo, 56,8 x 56,5 cm
© Jackson Pollock by SIAE 2013
© Whitney Museum of American Art

Espressionismo astratto e action painting sono i termini con i quali indichiamo la corrente artistica che possiede in Jackson Pollock il suo nome più conosciuto. Il pittore americano utilizzava la tecnica del dripping per manifestare l’impossibilità di rappresentare ciò lo circondava in modo realistico.

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Ma l’esposizione di Palazzo Reale non è una mostra esclusivamente su Jackson Pollock. Sono moltissimi gli artisti presenti, con poche opere ciascuno: una scelta in parte dovuta al fatto che tutti i quadri provengono dal Whitney Museum di New York, ma che sento di condividere.

Rothko, Mark

Mark Rothko
Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954
Olio su tela, 197,5 x 166,4 cm
© Whitney Museum of American Art
© Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko by SIAE 2013

Infatti, Pollock è il nome più importante, ma non l’unico, all’interno di una corrente dove gli artisti hanno avuto tante affinità quante differenze. E altre firme molto note non mancano di sicuro.

rothko_portrait

Proseguendo nelle stanze di Palazzo Reale ecco le differenze e le affinità, ecco gli altri nomi di spicco: Willem de Kooning, presente con Door to the river, un quadro che non rinuncia del tutto al realismo, Mark Rothko, con le sue tele brillanti che tendono al monocromo, Franz Kline, che potrebbe essere il suo opposto per la scelta dei colori. E poi Barrett Newman, Hans Hoffman, Helen Frankenthaler, Morris Louis, Ad Reinhardt e veramente molti altri ancora, fra i quali mancano solo Kenneth Noland e William Congdon.

In conclusione, i nostri complimenti per una mostra molto interessante e ben organizzata, all’interno di un Autunno Americano a Milano che presenta molti appuntamenti imperdibili: fra questi, la mostra di Andy Warhol inaugurata da poco e alla quale noi di Viraland non mancheremo sicuramente.

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