I fattorini del futuro hanno le ali con Amazon

I droni non sono più utopia fantascientifica da parecchi anni ormai. Si vedono droni sui cieli bombardati dell’Afghanistan, su quelli tersi dell’artico e su quelli puntinati dai grattacieli delle città più moderne. Si tratta di droni adibiti a uso militare nel primo caso, accademico nel secondo e difensivo nel terzo. In un futuro non lontano però, che sembra venirci in contro a rotta di collo, potrebbero sorvolare i cieli delle più grandi città del mondo come anche dei paesi di campagna e non avrebbero più obiettivi governativi, ma come destinazione casa nostra.

L’idea è dell’amministratore delegato della AmazonInc Jeff Bezos che qualche giorno fa ha annunciato, nel corso del programma televisivo “60 Minutes”, che entro cinque anni i fattorini di tutto il mondo saranno alleggeriti dei pacchi Amazon che verranno recapitati con l’ausilio di droni; il tutto tra lo stupore generale del grande pubblico e dello stesso CDA della compagnia.

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I droni in questione, chiamati “Octocopters” per via delle otto zampette su cui sono saldate otto eliche, saranno in grado di trasportare un peso non inferiore a tre chili e, con una rapidità eccezionalmente sorprendente, recapitarli a destinazione in appena trenta minuti dall’ordine. Saranno dotati di motori elettrici e potranno coprire un’area di circa sedici chilometri, distanza che sarà quella tra il deposito in cui preleveranno i pacchi e il luogo del recapito; ciò significa che, se il progetto andasse in porto, entro il 2018 spunteranno come funghi sui territori più popolati magazzini Amazon. La compagnia statunitense non è l’unica che sembra interessata all’idea dei droni-fattorini, anche la Ups, la più grande società di spedizioni al mondo, ha dato il suo ok alla progettazione di un prototipo.

Dall’Australia, invece, giungono sonore pernacchie, lì la consegna di libri con l’utilizzo di droni sarà realtà a partire da quest anno, e mentre la Domino, una catena di pizzerie che ha già tentato di usare i robot per le consegne a domicilio, avvisa Amazon dell’infattibilità del progetto la Cina proclama il suo interesse a un uso dei droni tanto originale.

Altro colosso interessato ai droni Amazon è il sempreverde Bill Gates, durante un’intervista della CNN, l’ex numero uno della Microsoft ha espresso un parere favorevole al progetto di Amazon, anche se con qualche riserva:

“Prodotti fisici consegnati da droni? Direi che Bezos è ottimista, o che addirittura va oltre l’ottimismo. Ma è fantastico che qualcuno abbia sogni del genere. […] Se fossimo in grado di ridurre i costi di consegna, questo non si applicherebbe solo ai libri […] potremmo portare forniture mediche alle persone che vivono in luoghi di difficile accesso.”

Nonostante Gates ritenga si tratti di un’idea brillante, che può essere applicata anche in campi umanitari, non pensa sia attuabile in un futuro immediato come invece asserisce Bezos, se per quest ultimo non servirebbero più di cinque anni per mettere appunto e far volare i droni per il miliardario più famoso d’america la questione è più complicata e lunga. Insomma, anche per lui il futuro è costellato da droni.

Ma che i droni porta pacchi siano solo un pacco? Più che possibile, probabile. Sono in molti, dall’Huffington Post al The Guardian, ad affermare che si tratti di un’abilissima mossa di mercato di Amazon, le cui azioni intanto sono salite di qualche punto più del solito. Arrivano le smentite e tornano le accuse, giornali e siti internet danno ai consiglieri di Amazon dei ciarlatani e loro rispondono che “chi vivrà vedrà”; il circolo vizioso si chiuderà solo tra qualche tempo. Se c’è una certezza è che in effetti il progetto presenta non poche gatte complicate da pelare.

Innanzitutto bisognerà avviare trattative rognose con i governi dei vari paesi per ottenere le autorizzazioni a decollo e volo, ostacolo difficilmente abbattibile. Per non parlare della sicurezza: “E se qualcuno caricasse dell’esplosivo al posto dell’ultimo libro di Saviano?” fa notare la rivista Wired. Poi ci sono i costi, che, nonostante secondo i dati forniti da Bezos diminuirebbero ben oltre il minimo percettibile, facendo un rapido calcolo aumenterebbero per la sola spesa di mantenimento dei magazzini che si dovrebbero realizzare. Infine, ci si chiede, cosa vieterebbe a un buon tiratore armato di fucile da caccia di sparare ai vari droni e far incetta di premi gentilmente concessi dalla Amazon Inc.

Tutti interrogativi che il CDA di Amazon si è chiesto, si chiede o si chiederà al momento di discutere concretamente dei droni-fattorini. Per adesso l’idea di Bezos pare essere solo un abbozzo, ma pare che gli interessati al collaudo siano tanti e continuino ad aumentare. Chissà che un giorno, alzando gli occhi al cielo, non ci troveremo ad aspettare appollaiati alla finestra il drone che ci consegnerà il nostro ultimo acquisto.

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