La Giovinezza - Film Paolo Sorrentino

La “grande” Giovinezza di Sorrentino

Dopo la proiezione del film “La Giovinezza”, sono rimasto per diversi minuti in silenzio, anche con me stesso. Sarà perché sono andato a vedere il film da solo? No, sembra una battuta ma anche se avessi avuto qualcuno al mio fianco, sarei rimasto in silenzio, attonito. La Giovinezza di Paolo Sorrentino è un’opera d’arte che non può essere classificata semplicemente come “film” e non è giusto quindi valutarlo in modo banale assegnandogli un voto o un giudizio. Potreste mai dire che La Gioconda merita 4 su 5 stelline su un sito chiamato ArtAdvisor? Non credo proprio. Per l’arte bisogna sospendere il giudizio e cercare solo di comprendere cosa si è visto. Senza spoilerare (cosa che odio) posso dirvi che La Giovinezza è un film a tratti splendido, intenso, in grado di farmi commuovere ben due volte in una sala invasa di persone per le quali la giovinezza è solo un mero ricordo.

La Giovinezza - Film Paolo Sorrentino

Il titolo non è solo un gioco di parole rispetto alla precedente pellicola di Sorrentino, perché anche questa volta si possono vedere tratti di grandezza alle volte eccessivi. I dialoghi sono stati giudicati da molti come eccessivi, io invece li ho trovati decisamente più delicati e meno saccenti della Grande Bellezza. Inoltre l’esercizio estetico, così ben riuscito da valere un Oscar a Sorrentino, in questo caso non è quasi mai fine a se stesso e diventa parte del racconto, di ogni istante. Vi assicuro che il film sarà in grado di farvi ridere, commuovere (come vi dicevo), pensare ma soprattutto emozionare. Una delle battute meglio riuscite del film, e che vi racconto solo perché presente già nel trailer, è infatti lo scambio tra due personaggi della pellicola proprio sulle emozioni che porta a questa frase lapidaria:

“Tu hai detto che le emozioni sono sopravvalutate, ma è una vera stronzata”

La Giovinezza - Film

E sarebbe una vera stronzata non andare a vedere La Giovinezza, o peggio ancora andarci con pregiudizio. Spesso nella pellicola ho sentito la mancanza (del tutto personale) di Toni Servillo perché lo straordinario Michael Caine sembra in fondo costretto ad interpretare un ruolo che sarebbe stato perfetto per lui e che, forse per questioni evidenti di età, non ha potuto interpretare.

Insomma si potrebbe stare a parlare e scrivere per ore su questo film, ma senza dubbio è un film da vedere, controverso, che aprirà porte che non vorrà chiudere, e che ne chiuderà altre che sembravano aperte, è un insieme di storie ed emozioni che vi farà senza dubbio riflettere.

La Giovinezza - Sorrentino

Una nota di merito la merita (scusate il gioco di parole) la straordinaria bellezza delle due donne protagoniste della pellicola e soprattutto per il trattamento che viene fatto da loro anche attraverso un utilizzo della fotografia spettacolare. Mădălina Diana Ghenea, modella e attrice Rumena, viene mostrata interamente nuda e con una bellezza magica e statuaria da rendere le riprese che la riguardano un capolavoro. Ma se possibile merita secondo me ancora più voce il trattamento delicato fatto alla bellezza più nascosta ed elegante di Rachel Weisz, che viene mostrata in diverse inquadrature splendide.

La Giovinezza

Il maestro dietro il quale sta il trattamento delle immagini più belle presenti, oltre all’occhio sopraffino di Sorrentino che osa ogni tanto in alcune inquadrature che ricordano un altro maestro della cinepresa e della geometria come Wes Anderson, è senza dubbio Luca Bigazzi. Troppo spesso infatti non si parla di chi si occupa di un aspetto così importante come la fotografia di un film, ma il maestro Bigazzi è riuscito ancora una volta a superarsi con una fotografia splendida e senza eguali.

Se non siete ancora convinti di andare a guardare il film vi lasciamo al trailer, in grado già di farvi respirare l’aria che respirerete tra i monti di questo film.

Immagine anteprima YouTube

Davvero non siete ancora convinti?

La Giovinezza - Cannes

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